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Diritto penale

Riforma processo penale: cosa prevede l`ultima bozza

Riforma processo penale: cosa prevede l`ultima bozza

In pratica, anziché un indifferenziato blocco della prescrizione, si andrebbe a introdurre una sorta di doppio binario in base all'esito del processo di prime cure, ovvero differenziando a seconda che gli imputati siano stati condannati o assolti.

Ancora, si prevede "la sospensione del corso della prescrizione per un tempo non superiore a due anni a seguito della impugnazione della sentenza di proscioglimento" e che "il corso della prescrizione riprenda quando la sentenza del grado successivo o la sentenza resa a seguito di opposizione a decreto penale ha prosciolto l'imputato". Infine, se durante i termini di sospensione si verifica un'ulteriore causa di sospensione, i termini sarebbero prolungati per il periodo corrispondente.

Tempi del processo

Incisivo anche l'intervento relativo ai tempi del processo penale la cui durata dovrebbe essere, sommando tutti i gradi di giudizio, di soli 4 anni.

Nel dettaglio, il Guardasigilli punta a procedimenti della durata di massimo un anno in primo grado, salvo i reati più gravi (come mafia e terrorismo, dove non vi sarà alcun limite), due anni in appello e uno in Cassazione. Tempistiche che, tra due anni, si ridurrebbero ulteriormente arrivano a una durata di massimo un anno per ogni grado di giudizio (per un totale di 3 anni).

Resterebbe salva la possibilità per il CSM di modificare tale previsione dopo una valutazione della situazione degli uffici giudiziari in base al carico di lavoro, tenendo conto altresì dei personale e dei processi pendenti e conclusi., nonché delle sopravvenienze.

Tra le novità emergono anche scadenze più stringenti per le indagini preliminari, maggiore spazio riservato ai riti alternativi e ai giudici monocratici (anche in appello), nonché il via libero al deposito telematico di atti e documenti nei procedimenti di ogni ordine e grado.

La stretta sull'appello

Diverse innovazioni si prevedono in materia di appello: l'avvocato potrà impugnare in appello solo se dispone di uno specifico mandato del suo cliente rilasciato dopo la sentenza di condanna e, se l'appello non viene fatto entro due anni, il difensore potrà presentare istanza di immediata definizione.

Dal deposito dell'istanza di immediata definizione, il processo dovrà essere definito entro 6 mesi, salva la possibilità di una diversa determinazione fatta dal CSM. Ancora, nel procedimento di seconde cure non sarà più obbligatorio riascoltare i testimoni già presenti in primo grado.

Sanzioni ai giudici e nuovo CSM

Un pesante scure potrebbe calare, secondo le previsioni della bozza, sui magistrati che per negligenza non rispettino le nuove scansioni temporali. Il mancato rispetto dei termini, qualora le misure organizzative adottate dall'ufficio presso i quali si presta servizio siano idonee ad assicurarne il rispetto, costituirà illecito disciplinare. I capi degli uffici avranno obbligo di segnalare a chi di dovere le violazioni o rischieranno di incorrere a loro volta in un illecito.


Il disegno di legge interviene anche sul CSM modificandone conformazione e modalità di elezione. Il futuro Consiglio Superiore della Magistratura conterebbe 30 componenti, di cui 20 togati (anziché gli attuali 16) e 10 laici (anziché 8). Abbandonata l'ipotesi "sorteggio", il voto in due fasi dovrebbe avvenire in 19 collegi definiti dal ministro della Giustizia tre mesi prima del voto. Tre le preferenze a disposizione di ogni elettore.

Al primo turno sarà eletto colui che ottenga la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi oppure, in alternativa, si procederà al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più volti al primo turno. Nella bozza previste anche assunzioni straordinarie, sia di personale amministrativo che di nuovi giudici ausiliari di Corte d'appello.

Anm: sanzioni alle toghe "irricevibili"

E proprio le novità previste dalla bozza nei confronti dei magistrati alimentano tensioni. "L'idea di sanzioni disciplinari che colpiscano i magistrati che sforano i tempi previsti" per la durata dei processi "è irricevibile da ogni punto di vista".

È quanto affermato da Luca Poniz, presidente dell'Associazione nazionale magistrati che soggiunge "I tempi del processo non dipendono dal singolo magistrato ma dallo scrupolo con cui vengono accertati i fatti".

Tali posizioni costituiranno la base dell'incontro, in programma il 29 gennaio, con il ministro Bonafede. "È una valutazione demagogica che dà l'idea di una predeterminazione dei tempi, come se il mancato rispetto dipendesse dai magistrati, una sorta di negligenza staccata da valutazioni fattuali. Su questo punto la nostra opposizione è ferma", ha sottolineato Poniz.

"Diremo al ministro che noi rifiutiamo logiche di contingenza e di contrapposizione politica - ha spiegato il presidente - Noi siamo su questa posizione a prescindere da questo o quel lodo. Le nostre posizioni non possono essere tirate per la giacchetta, a favore di una parte politica o di un'altra. Le nostre opinioni non sono espresse per rafforzare questa o quella maggioranza noi siamo fuori dalla logica di contrapposizione politica".

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